giovedì 19 maggio 2022

 

Emo ed i mille furbi .

Stasera ho sento che EMO è uscito di casa dopo 15 anni . Neanche gli arresti domiciliari per strage ,se mai esistessero, sarebbero stati cosi lunghi e rigorosi . La domanda che mi è venuta a mente è stata :” ma questi problemi non erano risolti da almeno trent'anni?” ; a parte insultare i condomini che non volevano partecipare alla spesa , cosa che la gente guardando il servizio avrebbe fatto subito , la legge non prescrive espressamente che il parere del condominio non è vincolante, che chi ha problemi può fare una serie di opere ?

Montare l'ascensore negli spazi comuni era possibile ; è stato detto che forse c'erano problemi di stabilità : forse una relazione tecnica ed una firma di un ingegnere poteva risolvere il problema . Unico punto vero : l'opera se lo deve pagare lui .

Ed è onestamente giusto cosi non solo perché lo dice la legge ma perché piaccia o meno ,il condominio NON E' UNA COMUNITA' . Vorreste vivere in un “condominiocomunità” dove il “caposcala” di mussoliniano memoria vi venga a dire cosa fare a casa vostra per il bene del condominio ?

Poi viene avanti pure il discorso dell'ascensore in deroga per dimensione . Burocrazia . Ma nota bene all'ansa scrivono che è stato usato il 110% , soldi di tutti . Non solo di emo .

Allora semplicemente EMO non aveva soldi : tutto li . J-ax ha fatto un appello non so se ha aperto il portafogli , non è stato lanciato uno di quei miracolosi  corvo-founding (… )  online , nessuno è andato a capo nord in o a gerusalemme in bici per raccogliere fondi . Ebbravo EMO ! Se no che senso avrebbe farlo solo ora con il 110% e non 10 anni fa ?

Alla fine EMO è passato dal Pantalone di Tutti . Da bravo italiano . E pensa che sono 15 anni che chiuso in casa . Se avesse fatto un prestito con qualcuno di buon cuore a garanzia , comune , diocesi , avis , Cri , alpini , banco alimentare , una  delle  migliaia  di sigle   dedite  disinteressatamente  al  bene  comune  che  ci scassano eternamente  la  min...a  , e mettiamoci pure la Merkel a garantire , l'ascensore lo sarebbe fatto e pagato da tempo .

Insultatemi pure non m'importa . Ma aggiungete informazioni per poter affermare che quel che ho concluso è sbagliato .

PS: Paolo Guzzanti nel “mer..aviglioso” TG4 di Remo Brindisi ha sostenuto che era vergognoso che qualcuno si fosse opposto all'uso del 110% . Moralista con il portafoglio degli altri , liberale mai controcorrente , orgogliosamente conformista , il “Guzz” se cosi vogliamo chiamarlo all'americana , si conferma  essere  il  perfetto tipo di giornalista moderato italiano . 

venerdì 31 dicembre 2021

Buon 2022! ;)

 Un amico mi ha  scritto  "felice  2022!!" . 

Volevo rispondere  " anche  a  te ...felice  2022!" 

Ma mi sono fermato  ed ho pensato un attimo . Felice ? 

Quali sono le  condizioni della  felicità : almeno sapere  ciò che  si desidera e  non mi pare  che  ce ne siano tante di  persone  che hanno le  idee  chiare in testa . 

Opterei per la "sobrietà"  altra  m...osa  parola  che  va di moda  ora .

Vada  per  " sereno 2021"  . NO, falso e  ipocrita: immaginate un defunto  DC che  esce  dalla  tomba  e  ti augura  " sereno 2022!" . 

No, non va . Anche  che  pensare  un sereno  2022 con questo fine  di  2021   mi sembra  un augurio azzardato . 

Alla fine  viro  per  sentieri ardui .  "2022 ... che  Dio ce la mandi buona!!!" mi pare  che sarebbe  consono  con i miei  pensieri e  con quello che  vedo intorno  .

Ma subito   mi ricordo che  un vecchio amico   , marcello  ( non mastroianni s'intende  ) ,  aggiungerebbe  " e soprattutto tanta !!!" . 

Si  finisce in Blasfemìa e  Goliardìa  che  purtroppo fa rima  con  Pandemìa . 

Quest'ultima , la  pìandemia ,  è  uno dei cavalieri dell'apocalisse  secondo alcuni per  chi non lo sapesse (fame  guerra  e  carestia le  altre  ...)  ,  ma  basta  ricordare i monatti  ubriachi  mentre  raccoglievano  cadaveri e depredavano  case abbandonate come  descrive Manzoni nei Promessi Sposi per  vedere  pandemia  e  blasfemia  insieme . 

Lascio perdere ;  scrivo all'amico  "felice 2022 !"  e  con lui finisco qui. 

Ma  a  me  non va giù. Riprendo il dialogo del passante  con il venditore  di almanacchi di Leopardi . Non l'ho mai letto  bene . Stavolta  ho un po' di tempo . 

Vi risparmio il resto  e tengo la fine .

P:" oh che vorrete  voi dunque?" 

V:"vorrei una vita cosi , come Dio me la mandasse  ,senz'altri patti".

P:"una vita a caso  e non saperne  altro avanti, come  non si sa dell'anno nuovo ? "

V:"appunto" 

P:"Cosi  vorrei ancor  io  se avessi a rivivere  e cosi tutti.  Ma questo è il segno  che il caso , fino a tutto quest'anno , ha trattato  tutti male .

E si  vede chiaro che ciascuno è d'opinione  che sia stato più o di più il peso del male   che  gli è toccato del bene  ; 

se  a  patto di riavere  la vita di prima con tutto il suo bene  ed il suo male  ,nessuno vorrebbe  rinascere .Quella vita che è una  cosa bella , non è la vita che  si conosce  ma quella che non si conosce;

non la vita  passata  , ma  la  futura . Coll'anno nuovo , il caso incomincerà a  trattar  bene  voi e  me   e tutti gli altri  e si principierà  la vita  felice. Non è vero ? " 

V:"speriamo."

Allora  comprato l'almanacco del 2022 auguro a tutti  un buon 2022. 

Ciao e  tanti auguri !


martedì 27 marzo 2012

i condannati

Quando ripenso a  questo libro , mi viene  da  chiamarlo “i comandati “. Suona  bene  ma c’è un altro motivo .  Il libro è pieno di carabinieri ,  che al solito rispondono “comandi!”  ai superiori. Non è vero  che  rispondono così ma che  di carabinieri ce ne siano tanti in questo  giallo, questo è ben  vero.  In realtà comandi lo dice  l’ultimo arrivato, che  alla  fine  si  scopre uscito dall’apprendistato .  Cosi all’inizio si vede  l’ultimo arrivato che  fa l’autista  per  il capitano, di qualche  anno più anziano di lui, ma  non  di tanto, a seguirlo  nella campagne  palermitane, a piedi, in pieno  agosto.  Chi è stato là magari  riconosce   i luoghi.  Ed il capitano interrogò  il  pastore :” dove sono i suoi figli ? “ … silenzio . “ E’ vero che non sono a casa?” (Sic… non esattamente  ma  verosimilmente ) “ nun sacciu… i” e da qui traduco perché sono ignorante  e  non conosco le  lingue. “ i  miei figli sono grandi, fanno quello che  vogliono, e se  vogliono farsi un giro e  tornare quando vogliono, facciano pure… “ . Anche  se  poi il gregge  è grande  .
Beh ho esagerato un po’, rendendo tutto surreale,  ma  il giallo a volte  lo merita. L’atmosfera varia  nel libro.  Come  i personaggi che  hanno, tutti, lo stesso  palcoscenico ma  è come  se  vivessero mondi diversi e solo incidentalmente  si trovassero coinvolti assieme  in una  stessa storia  da parte  dello scrittore. Personaggi  centripeti , in fuga dal centro della  storia. Proiettati lontani dai propri pensieri che  interrompono l’azione  che  si sta svolgendo. Pieni di fantasie,  e castelli in aria.  Con pezzi  di trama  che  servono a  poco , se non a far vivere un personaggio   fuori  dallo stereotipo del carabiniere, lavoro e caserma ( mi sto riferendo al  capitano ). Tutti i personaggi  che  vengono messi  in discussione  dalle  loro vite  private,  sia mafiosi che  carabinieri .
L’atmosfera  in caserma mi fa pensare allo sceneggiatore di  “carabinieri  23esima serie ”, la stessa fatica  nel  seguire piste  difficili, quasi evanescenti,  e la stessa eccitazione quando si  parte  per un’azione. In prima linea.
Nella “casa del male “  le atmosfere sono quelle  de La Piovra  con un  Remo Girone da  invecchiato imbolsito e  quasi  70 enne.  
L’unico personaggio tutto d’un pezzo è il pastore  che  compare all’inizio. E pure i suoi figli . 
E l’ambientazione  potrebbe  essere  quella  di Montalbano.
Questa   frammentazione  nella  storia, e soprattutto nei  personaggi divisi in due,  fa pensare.  Riflette  qualcosa della  realtà . Lo dico per un motivo che  ora spiego: L’autore è un carabiniere –giornalista- scrittore .
Se prendete  la parola carabiniere e lasciate  correre  la  fantasia, con la briglia un po’ stretta,   in cerca di un’associazione , troverete  i gradi,  ovvero appuntato, brigadiere, tenente  capitano  o colonnello,  forse  penserete  ad un atleta ( infausto  esempio lo sciatore  Tomba) , ma non troverete   sostantivi di arti liberali. Come  giornalista  o scrittore.  In casi di altre professioni  il passaggio è semplice , qui no. Non troverete  il carabiniere  pittore… eppure ci saranno. O anche  meno   il carabiniere  inventore.  Non solo  è una questione  di tempo,  è una  questione  di “missione” . Il carabiniere  come  il prete  si potrebbe dire  “missione  senza  distrazione “ . Forse  perché  anche i preti ultimamente  hanno cambiato un po’ lo stile   di vita, anche  i carabinieri si sentono autorizzati  a uscire dagli schemi . Quindi l’autore è carabiniere, e  non da  scrivania, sembra,  e poi è andato a fare il giornalista. Ma non è andato lontano: lavora  alla  rivista nell’arma. E poi  Scrittore , ma  qui il passo è breve. Ma è anche  interessante  la  sua  collaborazione  con il giallo Mondadori . Ed i concorsi per scrittori  che  ne  seguono . Forse  per  questo, i suoi personaggi  sono un po’ distratti.
Tornando  al libro ed al titolo,  se la trama  parla  di condannati è perché, di sfuggita,  illustra  una analisi . Mi pare che  parlando di Stidda , o provandoci,  l’autore mostri una   realtà frastagliata   ed allo stesso tempo sfumata,  del fenomeno mafioso.  Che  la  mafia  in  certi luoghi sia vista  come  adatta a mollaccioni di paese . Che  forse  abbia difficoltà di arruolamento diretto, visto  che vuol dire  entrare in un’organizzazione  dove  lo spirito d’iniziativa  è spesso un problema  più che  punto meritorio. Mentre i veri uomini, quelli duri stanno  nelle  campagne, come  il pastore all’inizio del libro. E che questa visione sia presente   anche  nei paesi, per  cui vi sia una  potenziale  alternativa a Cosa nostra . Che però facilmente  quando deve emergere seguendo picciotti ,  venga alla  fine  cooptata  nella  realtà mafiosa di cosa nostra , più istituzionale  ed assodata .

Il giudizio complessivo  e  che  si tratta  un libro discreto, più interessante  per  le  informazioni a  margine  che  da piuttosto che  per  la trama  o le  emozioni che  trasmette .

domenica 25 marzo 2012

Rhys Bowen- scacco alla regina.

Ennesimo giallo mondadori, ennesimo autore che non conosco . E dico subito  che in fondo , ho già pronta la prova d’appello.
L’ambientazione è originale. Una giovane e spiantata  nobile ,nella londra degli anni trenta, si arrangia a campare, con la  copertura di un’azienda di pulizie in cui lei è  titolare ed unica dipendente . Ma poiché è anche una nobile di un certo livello, si trova coinvolta in trame  che sono perpetrate nella dissoluta e spiantata, nobiltà  inglese dell'epoca. L’uomo dei suoi sogni ,si materializza  periodicamente  , dal nulla e forse  fa’ parte dei servizi .
In questo caso la regina vuol  far conoscere al figlio , quello che sarebbe diventato Edoardo 8°  una giovane  principessa tedesca per cercare di sottrarlo al fascino perverso di Wally Simpson . Ci riuscirà? Ma come mai fioccano tanti misteriosi omicidi ?
Il mondo esplorato dall’autrice , sfrutta la nota capacità britannica, di essere una società classista e permettere ad alcuni personaggi di  vivere all’incrocio di essi . Per cui a questo punto appare naturale passare dall’east end, con il porto ed i dock ai palazzi nobiliari del centro, dalle residenze di campagna signorili alle piccole casette popolari  con giardinetto [nel libro sono  verso l’Essex (???)  ] .
E sempre lady Georgie che deve sobbarcarsi l’inganno  di mantenere le apparenze e sbarcare il lunario , in una folla ,a sua volta variopinta e varia. Si va’  dal nonno materno  poliziotto di ronda in pensione , al fratello ed alla cognata, confinati nel castello scozzese in ristrettezze economiche,  alla madre attrice  di qualche fama soprattutto nei rotocalchi e nei pettegolezzi che passa da un matrimonio all’altro, da un flirt  all’altro. Il padre si è ammazzato dopo aver perso tutto nella crisi del ’29 ma non senza aver mancato di averla mandata in un esclusivo collegio svizzero , ragion per cui oltre  ad essere al verde conosce vizi e difetti  di metà  della parte giovane  della nobiltà inglese. O dei borghesi arricchiti  , con cui questi si mescolavano alle  feste  a base di champagne,  caviale e  cocaina. E  tra questi  borghesi  , non si può dimenticare la sua migliore amica, la spregiudicata aspirante  stilista Belinda.
Dato che il libro è recente  non voglio svelare molto  e quindi non parlerò della trama , una fantapolitica raffazzonata e approssimativa,  ne degli specifici personaggi .
Nonostante l’originalità e le notevoli possibilità  , il ritmo è stanco . I pettegolezzi sono divertenti come certi episodi , ma manca spesso l’azione o l’indagine . Nonostante  i tentativi di rendere realistico il quadro , sembra in alcuni momenti di vedere totò nell’imperatore di Capri , per come  sono descritti questi personaggi ,  eppure non sono lontani i modi o i volti di “ritorno a Brideshed” . Non si ha profondità  in tali episodi.  Per esempio  la polizia è assolutamente  marginale, e sembra che il palazzo reale  domini la vita di istituzioni : per esempio non si parla di ministero degli interni . Sembra un giallo  poco curato , un po’ superficiale , come i protagonisti del romanzo appena  letto. Per caso ho trovato un altro  libro e gli darò la prova d’appello.